Domenica 14 dicembre ore 19
Spettacolo teatrale interpretato da Giordano Luci
Il manicomio come spazio definitivo, ma anche come punto di partenza per il riaffiorare dei ricordi
distorti di Popriščin. Un cavalluccio a dondolo diviene simbolo di un’infanzia perduta, di un
desiderio di evasione infantile, in contrasto con la sua tragica realtà.
Personaggio Principale: Aksentij Ivanovič Popriščin.
Popriščin è già nel manicomio, sul cavalluccio a dondolo. Un’aria di straniamento, forse una calma
apparente che cela il delirio. L’azione di attivare la trottola è il pretesto per l’inizio del suo flusso di
coscienza, un viaggio a ritroso nella sua mente. Il suo racconto si snoda tra i ricordi della sua vita
“precedente”: il lavoro d’ufficio, l’ossessione per la figlia del direttore, le lettere dei cani, fino alla
sua auto-proclamazione come re di Spagna. La sua interpretazione deve mostrare il progressivo
isolamento dalla realtà, con momenti di lucidità che si alternano a picchi di delirio. Il monologo
culmina con la piena manifestazione della sua follia e la consapevolezza (o la non consapevolezza)
di trovarsi nel manicomio.
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