ARTISHOCK La Carciofeide

Progetto nazionale di valorizzazione delle varietà e tradizioni del carciofo

dal mese di marzo 2024

L’osservazione del carciofo dal punto di vista botanico, gastronomico, agricolo ed estetico porta a fare innumerevoli riflessioni: da quando si palesava in forma di piccolo fiore selvatico sulle pendici dei crinali riarsi dell’Etiopia settentrionale fino alla trionfante esplosione sferoidale della mammola romanesca questo ortaggio è un simbolo tutto italiano fedele ad una cultura di matrice rinascimentale. La storia del carciofo è prima di tutto il racconto delle innumerevoli manipolazioni che esso ha subito nel corso dei millenni. Questo percorso lo rende uno dei fenomeni agricoli di carattere antropologico-culturale più articolati nella storia del rapporto uomo natura. Nel caso di questo ortaggio, oltre al sapore così peculiare e gustoso, è soprattutto la sua bellezza a renderlo così affascinante.

Quest’ortaggio ha avuto un rapporto millenario con l’uomo che lo ha saputo valorizzare trasformandolo da un ostile coacervo di spine a quello che viene spesso definito come il più saporito dei vegetali commestibili.

Il dialogo tra natura e cultura innestato da questa interazione ha favorito quel processo di rispecchiamento ed immedesimazione proiettiva che si ritrova con frequenza in molti fenomeni evolutivi della storia della cultura e soprattutto delle relazioni che essi hanno il desiderio dell’uomo di rispecchiarsi in ciò che lo circonda.

Il fatto stesso che il carciofo sia più commestibile quando è ancora acerbo lo assimila in qualche modo all’ideale della bellezza classica che vede nella condizione adolescenziale del kouros e della kore l’apoteosi della grazia.

La raccolta precoce del carciofo, quando è ancora immaturo, ci riporta  all’ideale greco di bellezza in cui la morbidezza della pelle e la pienezza delle forme del corpo adolescenziale incarnano quei simboli di perfezione confermati persino da innumerevoli studi matematici: algebra e bellezza si ritrovano assieme nell’esprimere il mistero dell’equilibrio dell’universo e della capacità che l’uomo ha di intercettarne l’essenza sia grazie agli strumenti di analisi del creato che attraverso le sue qualità intuitive.  

Guardare e assaporare il carciofo ci porta indietro nel tempo, alla radice dei sapori e dei saperi che meglio hanno saputo definire la nostra identità e il rapporto con il pianeta che ci ospita.

Non è un caso che sia stata proprio l’Italia ad intercettare le infinite sfumature di questo ortaggio sviluppandone oltre 300 varietà diverse. Il progetto Carciofeide è un viaggio nell’Italia dei sapori e dei saperi attraverso le infinite sfumature che il carciofo è in grado di evocare selezionando quei temi che ci portano ad indagarne le caratteristiche antropologico culturali più stupefacenti.

Dal design ispirato alla forma del carciofo, che si ritrova nei tessuti, nelle ceramiche e negli argenti fino ai prodotti conservati, dai liquori e ai cocktails derivati da questo prodotto fino alla letteratura e alla poesia che evocano il carciofo, questo progetto cerca di dialogare ludicamente e con una buona dose di ironia con le infinite ramificazioni collegate al così detto “re dell’orto”.

La disposizione delle brattee del carciofo, per esempio, segue un modello matematico ben preciso che prende il nome di spirale di Fermat.

Questo schema è riconducibile a una serie di criteri che assimilano innumerevoli varietà vegetali e che ci rimandano al segmento aureo, ritenuto dai greci fondamento di perfetta proporzione in architettura e in scultura.

E come trascurare le qualità nutraceutiche del carciofo? Da recenti studi è emerso che soprattutto il gambo è fonte di metaboliti bioattivi per il trattamento di diverse patologie metaboliche.

Dall’estetica dell’ortaggio alla sua capacità terapeutica si passa alla sua storia, ai prodotti che le nostre tradizioni locali hanno saputo elaborare utilizzandolo, fino alla storia della gastronomia.

Lo sviluppo di questi temi ci ha portati ad elaborare 6 proposte di eventi che, partendo dalle 18.30 si sviluppano fino a tutta la serata. Si tratta di conferenze a cui fanno seguito aperitivi rinforzati e che si concludono con degli spettacoli teatrali. Tutto in coerenza con il tema trattato nella singola giornata e ovviamente riconducibile al carciofo non solo come alimento ma anche come oggetto culturale.

 

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